martedì 17 gennaio 2012

Karma, controkarma e controkarmotto*

* piccolo post schizofrenico


Avete presente una località amena, di cui tutto il mondo parla come meravigliosa?
Che rende famoso il vostro paese in tutta l'orbe?
Che tutti magnificano, esprimendosi con soli superlativi?
Vabbè, parlando dell'Italia potrebbe essere ovunque.

Bene, prendete quella località e passateci le vostre uniche ferie estive, facendo 800km per soli 4 giorni di pseudo-relax. Arrivati in loco, scoprite che sì, effettivamente è un bel posto, ma un po' sopravvalutato.
Che c'è un'unica strada che si blocca ogni qual volta qualcuno vuole attraversare, che le poche spiagge sono piene come quelle di Rimini, che tutti si conoscono perché tutti hanno almeno una casa/un genitore che viene da lì... tutti tranne voi, che verrete immediatamente taggati come forestieri ergo perculati sempiternamente. (Mi avrebbero individuato subito non solo per l'accento, ma anche per il fatto che ero talmente bianca che quando mi sono spogliata in spiaggia hanno creduto a una apparizione della Madonna.)

Dopodiche decidete che carina sì, ma nella vita ci sono poche occasioni di vacanza, quindi non ci tornerete mai più.

ERRORE.

E' proprio lì che il vostro karma si manifesterà.
Ci hanno appena rivelato dove si terrà la nostra prossima convention aziendale.

Cartolina da Surriento

Indovinate? Sì, proprio lì.
Al mare. A febbraio. In costiera, il posto meno raggiungibile da 4 pullman per un totale di 200 persone.

So che non dovrei tanto sputare nel piatto, in fondo siamo in piena crisi e la mia azienda ci porta comunque in viaggio. Peraltro prendendosi una delle mie SANTE domeniche, ma chevvoideppiù?
Non ho ancora lavorato in una azienda che per il meeting aziendale non si sia presa un mio week-end.

Comunque vorrei lanciare un messaggio al mio karma che si fa beffe di me: VAFFANCULO.

mercoledì 4 gennaio 2012

Idee intelligenti

Una mia amica mi ha detto che nel nuovo supermercato hanno creato dei posti auto per le donne in gravidanaza e le mamme con i passeggi. In sostanza, sono più larghi.
E, come consuetudine in Italia, nessuno li rispetta.
Non so se ricordate i cartelli sui posti riservati ai paraplegici (Vuoi il mio posto? Allora prendi il mio handicap), ecco io ne volevo proporre uno per le mamme:


lunedì 2 gennaio 2012

L'inizio della fine: Shopping Night

Avete presente quel momento in cui mentre va tutto bene, a un certo punto spunta una sensazione strana, un non-so-che, che vi dice che tutto sta per andare alla malora? E' una specie di premonizione, di oracolo che profetizza in maniera oscura: "Tutto sta per andare a pu**ane".
Ecco, vedendo Shopping Night su RealTime io mi sono sentita così.

RealTime è il canale che da qualche anno su Sky, e da un annetto sul digitale terrestre (per i fortunati che vedono tutti i canali) sta insegnando agli italiani che tutto si può risolvere in una settimana, che pochi consigli degli esperti ben copiati faranno diventare la tua tavola/casa/cassettiera/vita in un sogno, il tuo fisico a pera in qualcosa da valorizzare invece che da nascondere.

Ok, lo ammetto, io sono totally addicted a questo canale, potrei citarvi il palinsesto a memoria, dirvi a quale stagione è arrivato ogni programma, quali sono repliche e quali sono le nuove puntate.
A mio parere, ci sono solo due nei: uno è Paint Your Life, forse perché io nel bricolage/decoupage/cosage sono negata, i miei pacchetti di Natale sono sempre i peggiori della cumpa, e perché la sua conduttrice sembra Pollyanna versione XXI secolo, del genere che prenderesti il suo amato martello e le faresti vedere i mille usi sulla sua faccia, da quanto è mielosa.

L'altro neo è Shopping Night. Purtoppo non si può evitare, visto il numero di promo che passano e di repliche che propongono. L'idea di base è buona: prendi tre smadrappate che sanno abbinare le calze con la camicia, due esperti di stile, apri per una notte uno dei tempi della moda, libera le vacche e vedi cosa succede. La smandrappata che azzecca l'autfit per il tema proposto, se lo porta a casa aggratis.

Il problema è che il programma (che credo sia un format copiato, ma questo non importa) è stato sviluppato malissimo.

Punto primo: i due calippiesperti. Una esperta di moda, Carla Gozzi, la cui pagina di wikipedia è un po' scarna:
Gozzi è un volto centrale di Real Time. Ha lavorato con stilisti di fama mondiale tra cui Thierry Mugler e attualmente lavora presso Ermanno Scervino. Ha inoltre creato un blog nel 2009 per comunicare con i fan e tenerli aggiornati sulle novità della moda.
Lavora presso Ermanno Scervino come cosa? Stilista, pr, donna delle pulizie? Comunque sia, la sua abilità più grande nel mondo della moda è vestire se stessa. Che voglio dire, è già molto più di tanti altri sedicenti fescion blogger/stylist/expert, ma da qui a poter diventare un giudice di moda ne passa... Del resto se Simona Ventura può giudicare la musica, chi siamo noi per impedirglielo?

Il secondo giudice è Enzo Miccio, che credo sia stato nominato giudice in quanto gay. Per Realtime è una skill sufficiente per essere assunti. In realtà lui è un apprezzato wedding planner, ed è così che è nata la sua stella, con un altro pilastro di RealTime (Wedding Planner, appunto), in cui in coppia con un ex-socio allestisce matrimoni sfarzosi (meravigliosi, ma questo è gusto personale) farciti di nastri, raso e organza. È talmente simpatico che anche il socio l'ha mollato.

Entrambi i giudici nascono da altri programmi, in cui sono diventati famosi per essere divertenti, (mediamente) spontanei e anche un po' stronzi. Cosa cambia qui? Che è tutto recitato, in maniera pessima. Uno stronzo si apprezza quando spara acidate spontaneamente, non se le legge da un gobbo. Questi due stoccafissi non saprebbero recitare la loro carta di identità, figuriamoci interpretare copioni da oscar come "La moda ha le sue regole". Ok, ammettiamo che i testi non sono scritti da Dario Fo.

Posto un esempio:



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