Cerca nel blog

Post in evidenza

lunedì 2 gennaio 2012

L'inizio della fine: Shopping Night

Avete presente quel momento in cui mentre va tutto bene, a un certo punto spunta una sensazione strana, un non-so-che, che vi dice che tutto sta per andare alla malora? E' una specie di premonizione, di oracolo che profetizza in maniera oscura: "Tutto sta per andare a pu**ane".
Ecco, vedendo Shopping Night su RealTime io mi sono sentita così.

RealTime è il canale che da qualche anno su Sky, e da un annetto sul digitale terrestre (per i fortunati che vedono tutti i canali) sta insegnando agli italiani che tutto si può risolvere in una settimana, che pochi consigli degli esperti ben copiati faranno diventare la tua tavola/casa/cassettiera/vita in un sogno, il tuo fisico a pera in qualcosa da valorizzare invece che da nascondere.

Ok, lo ammetto, io sono totally addicted a questo canale, potrei citarvi il palinsesto a memoria, dirvi a quale stagione è arrivato ogni programma, quali sono repliche e quali sono le nuove puntate.
A mio parere, ci sono solo due nei: uno è Paint Your Life, forse perché io nel bricolage/decoupage/cosage sono negata, i miei pacchetti di Natale sono sempre i peggiori della cumpa, e perché la sua conduttrice sembra Pollyanna versione XXI secolo, del genere che prenderesti il suo amato martello e le faresti vedere i mille usi sulla sua faccia, da quanto è mielosa.

L'altro neo è Shopping Night. Purtoppo non si può evitare, visto il numero di promo che passano e di repliche che propongono. L'idea di base è buona: prendi tre smadrappate che sanno abbinare le calze con la camicia, due esperti di stile, apri per una notte uno dei tempi della moda, libera le vacche e vedi cosa succede. La smandrappata che azzecca l'autfit per il tema proposto, se lo porta a casa aggratis.

Il problema è che il programma (che credo sia un format copiato, ma questo non importa) è stato sviluppato malissimo.

Punto primo: i due calippiesperti. Una esperta di moda, Carla Gozzi, la cui pagina di wikipedia è un po' scarna:
Gozzi è un volto centrale di Real Time. Ha lavorato con stilisti di fama mondiale tra cui Thierry Mugler e attualmente lavora presso Ermanno Scervino. Ha inoltre creato un blog nel 2009 per comunicare con i fan e tenerli aggiornati sulle novità della moda.
Lavora presso Ermanno Scervino come cosa? Stilista, pr, donna delle pulizie? Comunque sia, la sua abilità più grande nel mondo della moda è vestire se stessa. Che voglio dire, è già molto più di tanti altri sedicenti fescion blogger/stylist/expert, ma da qui a poter diventare un giudice di moda ne passa... Del resto se Simona Ventura può giudicare la musica, chi siamo noi per impedirglielo?

Il secondo giudice è Enzo Miccio, che credo sia stato nominato giudice in quanto gay. Per Realtime è una skill sufficiente per essere assunti. In realtà lui è un apprezzato wedding planner, ed è così che è nata la sua stella, con un altro pilastro di RealTime (Wedding Planner, appunto), in cui in coppia con un ex-socio allestisce matrimoni sfarzosi (meravigliosi, ma questo è gusto personale) farciti di nastri, raso e organza. È talmente simpatico che anche il socio l'ha mollato.

Entrambi i giudici nascono da altri programmi, in cui sono diventati famosi per essere divertenti, (mediamente) spontanei e anche un po' stronzi. Cosa cambia qui? Che è tutto recitato, in maniera pessima. Uno stronzo si apprezza quando spara acidate spontaneamente, non se le legge da un gobbo. Questi due stoccafissi non saprebbero recitare la loro carta di identità, figuriamoci interpretare copioni da oscar come "La moda ha le sue regole". Ok, ammettiamo che i testi non sono scritti da Dario Fo.

Posto un esempio:




Il secondo errore? Le marchette. Il programma si svolge alla Rinascente di Milano, che per i pochi che fossero rientrati dalla Siberia dopo trent'anni da expat e non sapessero cos'è, è un department store, anzi IL department store di Milano, a fianco del Duomo e altrettanto meta di gite turistiche. È un'istituzione che, udite udite, esiste dal 1800 a Milano e deve il suo nome a Gabriele d'Annunzio. All'inizio del 2000 ha vissuto anni bui e finanziariamente sta ancora traballando, però grazie a notevoli investimenti, almeno nello store di Milano, sta conoscendo da 4-5 anni una fase di ricrescita, dovuto all'assunzione di buyer intelligenti che hanno portato dei marchi che, sebbene all'estero siano come il prezzemolo, da noi ancora li vediamo con il lanternino: Sandro, Vanessa Bruno, Margiela...
La Rinascente ha 7/8 piani, di cui 5 inutili: piano -1 design&casa, del genere che lo visiti una volta per visionare dei complementi d'arredo che non ti puoi permettere e poi lo dimentichi; due piani dedicati all'uomo (tutto quello spazio sprecato, ma perché?), con una selezione di marchi vecchi, ma vecchi, ma vecchi, che il loro cliente più giovane deve essere Noé, se vendendo tutti gli animali e anche l'arca, avesse abbastanza soldi per un maglione. Perché, manco a dirlo, è tutto molto caro. No, mi correggo, i brand proposti sono tutti di fascia alta (parliamo modese, s-il-vous-plait), cioé sono cari. Poi c'è un piano per donne vecchie, uno con il ristorante/bar/coiffeur. Infine, ci sono i piani utili: piano terra: make up, accessori e gioielli, piano mezzanino: borse borse borse (non so se ci sia altro, io focalizzo solo quello) e piano donna ohyes. In questi 3 piani si svolge il programma. I marchi sono BEN esposti, non sono minimamente nascosti e, per di più, ci sono dei primi piani degli appendini che sembrano loro i protagonisti. Un minimo di pudore ecchecchez! Un marchio si dovrebbe riconoscere dallo stile, non dal logo! In secondo luogo, per aggiungere errori sul fuoco, hanno girato tutte le puntate, se non insieme, in pochi giorni, quindi il merchandising è sempre lo stesso. Scusate, in italiano: si vedono sempre gli stessi vestiti, grazie per la fantasia. Mi suona vagamente di programma pre-confezionato ad arte per promuovere La Rinascente e i marchi che cacciano il grano. Perché, e so di sconvolgere il vostro piccolo mondo, le vere mete della moda a Milano sono altre, e non parlo di via Montenapoleone, ma delle piccole perle nascoste che i veri fashion victim conoscono e non hanno bisogno di pubblicità. E che vendono le prime linee, non le linee giovani, magari più economiche (ma che comunque non mi posso permettere).

Ultima pecca (e con questa non manca più nulla): le concorrenti. Ogni volta tre, per dirla in maniera elegante, palinculo che sono convinte di essere regine dello stile e si presentano con la lampada appena fatta (= viola in faccia), le extension (vaderetrosatana), le unghie rosa baby (che fuori dalle feste anni '60 sono improbabili). E se ne escono con : "Vincerò sicuramente io perché le altre sono antiche." E tu sei imbarazzante, amica. È come se avessero fatto i casting cercando delle stronze-ma-non-troppo. Volete delle stronze? Eccoci: io, la Zitella, Gogo, la Sarda Bastarda, mettiamoci anche un paio di amiche di twitter che non conosco di persona ma promettono bene, la Cocchi e Stazzitta. Forse non saremo tutte regine di stile, ma siamo delle stronze che llevati.
In un quarto d'ora potremmo demolire le altre concorrenti facendole scappare piangendo. Intendo prima che inizi il gioco. Tuh! con quelle borse sotto gli occhi fuxia, nessuno ti ha detto che la lampada a gennaio se la fanno solo i tamarri e Carlo Conti? Tuh! Con quel vestito sembri una battona! L'hai pagato 500€? Allora sei una battona stupida! Tuh! Se non sai la differenza tra un abito da cocktail e una pochette ma cosa vivi a fare?
E poi le concorrenti non hanno capito lo spirito del gioco, che non è "mettisullarellatuttoquellochetipiacemanontipuoipermetterecomesenoncifossedomaniemagariportiacasaqualcosa", ma "c'è un tema rispettalo". Mi voglio candidare, sono ancora indecisa se come giudice o come concorrente. Zitella, che ne pensi?

Nonostante questa critica demolente, vorrei salvare un paio di perle, veri capisaldi dello stile e della vita:

Enzo Miccio: "Le scarpe non mentono mai, dicono molte cose di chi le indossa."
Carla Gozzi: "Possono anche parlare molto male di te, se non le sai abbinare!"


Concorrente alla make up artist: "Vorrei gli occhi da cerbiatta."
Enzo Miccio: "Tesoro, ti ricordi che fine ha fatto la mamma di Bambi?"


Piccolo aggiornamento del 30 gennaio. Ho appena visto una puntata a tema "Crociera con aperitivo con il capitano". Anche fosse una replica, ci voleva tanto a non mandarla in onda? #nonhannopudore #fail

23 commenti:

  1. Mi fa morire da ridere questo programma!

    RispondiElimina
  2. E ti diro' che il wedding planner insegna allo Iulm che è simpaticissimo a telecamere spente.
    Che ultimamente il sogno delle shampoo women che lavorano da me e di trasferirsi a discovery. (qualcuna c'è pure riuscita).
    Che quando porto a mangiare le poche donne che conosco le porto alla rinascente da obikà.
    Poi le invito ad alzarsi la maglietta.
    (Con qualcuna ci sono pure riuscito).
    Mia moglie.
    P.s. Il più grande? Il boss delle torte.
    Ah io non vedo mai la tv.

    RispondiElimina
  3. Post da incorniciare.
    A parte che sentire quella parola (autfittt!) mi fa accapponar la pelle (ma perchè, questi "inglesismi", perchè?), c'è un autocompiacimento che non solo è fastidioso ma...talvolta non si regge neppure su basi solide. Cioè, non puoi propinarmi come autfittt capodannesco un abito -decisamente funereo, dai- buono per il Teatro dell'Opera. Ma dove vanno a brindare, 'ste concorrenti? Non dovrebbero rivolgersi ad un pubblico di donne "normali"? Trovavo molto più divertente (ma anche istruttivo, mi si passi il termine)l'altro programma... "Ma come ti vesti?". Sarà che io in una concorrente che vive in tuta o che sbaglia abbinamento mi ci riconosco, sarà che c'era più leggerezza e autoironia...

    RispondiElimina
  4. E poi hanno limitazioni sui marchi, hai fatto caso che per le borse vanno sempre nell'aria fuffa con marchi tutti in comune?

    RispondiElimina
  5. @Espritavivre: Vero! Infatti mi chiedevo dove diavolo fosse quella zona, mai vista!

    RispondiElimina
  6. Grazie, OggiMordo! Ho finalmente capito dove posso trovare Sandro, quello di cui parlava la Zit in qualche post fa..cerchero' alla Rinascente di Padova, se riesco a passarci! (Porta pazienza, io non scrivo dalla Siberia anche se ora come ora ho i pinguini in casa dal freddo, ma dalla Cina...per cui ho taaaaaaaaaaante lacune da colmare! Anche se ehm, RealTime addicted pure io, quelle volte che torno a casa per le ferie..)

    RispondiElimina
  7. Real tv addicted: presente! Shopping night è davvero imbarazzante e alla concorrente vincintrice al posto di darle il braccialetto, dovrebbero fare una foto, incorniciarla e poi metterla all'ingresso della Rinascente con la didascalia "io qui non posso entrare". Per una questione di buon gusto, ovviamente.

    RispondiElimina
  8. L'unico modo per vedere quei due stronzi per finta è nella versione parodiata di MA NON TI VERGOGNI!
    SARDA BASTARDA presente
    ti lovvo!!!!

    RispondiElimina
  9. Io l'ho scoperto dopo aver letto il post della Zitella.... a quel punto l'ho voluto guardare, ero allibita sul divano. Propongo voi due come giudici, forever!!

    RispondiElimina
  10. ...hai dimenticato di citare il fatto che "Ma come ti vesti?" è il connubio albesco che ha visto i natali di Miccio"Gozzi... ma io non faccio testo amo alla follia quel fascinoso omosessuale, e vivrei rinchiusa a La Rinascente con la tv perennemente votata a Real Time... faccio ammenda comprendendo la mia condizione di teledipendente da strapazzo...

    RispondiElimina
  11. Non so se saremmo meglio da giudici o da concorrenti.
    Cmq cerca di capire il mio attuale stato d'animo, ho passato 10 gg a casa a vomitare e LA TV NON PRENDEVA MANCO REAL TIME.
    I miei mai più senza sono:
    - NON SAPEVO DI ESSERE INCINTA
    - SHOPPING NIGHT
    - CORTESIE PER GLI OSPITI (scoperto solo di recente, dyo cosa mi persi! 3 stronzi che vengono in casa a criticare anche LE TOVAGLIE)
    - MALATTIE IMBARAZZANTI
    - IL RAGAZZO CHE PESAVA 230 KG
    - EXTREME MAKEOVER DIET EDITION
    - SAY YES TO THE DRESS.

    RispondiElimina
  12. Enzo: "ma cosa sono questi abiti? tristi, come un succo di frutta alla pera!"
    Carlà: "chi di verde si veste, a sua beltà si affida".
    Due perle intramnotabili.

    RispondiElimina
  13. ImpiegataSclerata4 gennaio 2012 16:14

    La tipa di Paint Your Life mi parre completamente negata (e pure la maggior parte dei suoi ospiti, soprattutto colei che ha costruito quelle cose con le grucce di plastica scocciati insieme da appendere al muro per non si sa bene quale motivo), dovrebbero prendere ripetizioni da Art Attack.

    RispondiElimina
  14. minchia sorella, quando vuoi, poniamo fine alla tremenda barbarie delle shopping bag ai vernissage, e che cazzo. ( molto amore, molti cuori)

    RispondiElimina
  15. Io giuro c'ho provato, due volte, ma non ce la posso fare. Già "Ma come ti vesti" era al limite. Ma questo è veramente ma veramente fatto male.. Io con tutto il bene del mondo, ho smesso di guardarlo.. Mi sentivo un'idiota!

    RispondiElimina
  16. 1) anche io ho una seria dipendenza da realtime... e non va bene
    2)anche io odio sto programma, ma solo perchè delle perfette imbecilli fomentate possono indossare il mondo ed io sto a casa in tuta a guardarle
    3)ora che ho trovato il club delle stronze prometto di non abbandonarvi più!!


    Farnocchia

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono d'accordo un pò con tutte/i voi...anche io sono una fashion victim, lo ammetto, e i 40 li ho passati egregiamente, alla faccia di tante trasandate 30 enni...,real time? si potrebbe fare meglio sicuro per chi come noi ha ben poco da imparare (per fortuna con l'età anche l'esperienza!!), ma per qualcuno meglio quello che nulla...preferirei tanti enzi e carle invece di quello che si vede in giro. ps.io ho comprato anche il libro...bacioni a tutti

      Elimina
  17. ''Il faro del buon gusto è lontaaano, non so se ci arriveremo'' [Cit.]

    RispondiElimina
  18. Penso sempre che chi critica fortemente qualcuno e' solo perche' nutre una profonda invidia. Fermo restando che sicuramente entrambi sono finti e x nulla bravi nel condurre il programma, ma non e' questo il loro compito perche' altrimenti avrebbero fatto i presentatori, a me carla gozzi piace tanto. La motivazione? Perche' leggendo la sua BIOGRAFIA IN RETE ( stranamente l' ho trovata, forse chi ha scritto il post ha solo un collegamento predefinito e limitato con wiky), e una sua intervista ha spiegato come questa cosa di condurre un format televisivo sia nata casualmente mentre lei svolgeva il suo SOLITO RUOLO DI STYLIST ( sempre per chi ancora nn avesse capito quale fosse il suo ruolo accanto agli stilisti). E' stata notata e vista la sua non preparazione alle telecamere; estremamente evidente , ci ha dato dentro con lo stufio d fizzione e quant'altro. A me sinceramente che mi interesso e studio moda nobn me ne po frega de meno della sua bravura dinnanzi alle telecamere, ma mi concentro a carpire i picvoli segreti . Questo andrebbe fatto, sprecare tempo a distruggere nn porta da nessuna parte.

    RispondiElimina
  19. Abbastanza d'accordo con quanto detto da tutte! Ma secondo me non c'è paragone tra i programmi di questi due, molto antipatici e secondo poco dotati (un po' antiquati come gusto!) e invece il garbo e le perle di storia della moda del programma di Giusy Ferré (Buccia di Banana). Quello si è un signor programma!
    ps. comunque si shopping night è un format americano, ho visto qualche episodio originale...secondo me inguardabile, forse perchè queste donne americane hanno proprio poco gusto!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Due idee della moda completamente diverse, una superficiale e trendy, l'altra storica e senza tempo...d'altronde il motto di Giusy è la frase di Coco Chanel: La moda passa, lo stile resta! Andrebbe ricordata a molti adetti al settore!

      Elimina

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...