Sono assente ingiustificata in questi giorni, lo so.
Vorrei scrivere, ma non ho tempo e voglia, nè un tablet che mi permetterebbe di farlo nei tempi morti dei viaggi in treno. O forse sono solo pigra.
Sapete cosa mi tira su di morale?
I nuovi formati della Nutella.
Giuro che questa non è una marchetta.
La nuova pubblicità della Nutella recita così: Ad ogni famiglia il suo buongiorno! Scopri i nuovi formati.
A Madre Mordo è venuta un'idiosincrasia per i pesi bizzarri e non arrotondati, addirittura con il 5 finale! Qualcuno sa dirmi a cosa corrispondono? Non sono equivalenti di OZ e Libbre, ho già controllato. Saranno le dimensioni massime degli scaffali? Saranno le dimensioni preferite dai cinesi? Dagli extraterrestri?
Non mi importa.
Non so cosa ne pensate voi, ma per una famiglia monocellulare composta da me e me stessa, io giudico il formato più idoneo al mio bisogno questo:
Non so il vostro, ma il mio mondo senza Nutella sarebbe una merda.
Aggiornamento: scoprite l'incredibile vicenda di una blogger americana, Sara Rosso, che ha inventato il @nutelladay e per un caso di cecità aziendale e di pessimo marketing, è costretta a NON usare il nome della Nutella e ad abolire l'evento. Ferrero, benvenuta nell'elenco delle aziende italiane che più #fail non si può.
Il vantaggio di avere avuto l'iPhone per penultima al mondo ha i suoi bei vantaggi: non ho dovuto cercare le App più ficherrime del mondo, c'è qualcuno che lo ha già fatto per me.
Qualche mese dopo l'iPhone, Eight Biscuit ha scritto questo post, come si dice, a fagiolo, e io ho semplicemente scaricato tutto, valutato quello che mi interessava di più e deciso se mantenere o cancellare.
Occhei, lo ammetto, ho alcune icone sul desktop del'iPhone di cui faccio fatica a ricordare l'uso. E non trovo mai una buona occasione per appiccicare sulla faccia di qualcuno una faccia da gattino con Catwang.
Scusate l'espressione da educanda, ma sono di cattivo umore in questo periodo, e la festa di oggi m'è presa male. In generale, odio le feste comandate. Non quelle religiose, ma quelle dove mi si comanda di comprare o di fare qualcosa, e dietro c'è una fregatura. Tipo i prezzi dei fiori che aumentano vertiginosamente, tipo i menù pre-confezionati nei ristoranti a prezzi da ridere (per non piangere), tipo le camere d'albergo introvabili e cose del genere.
Il Cavaliere Impavido non è esattamente l'uomo più romantico e pieno di sorprese che conosca, ma diciamo che se mi vuole portare fuori a cena, non sta ad aspettare una data di calendario. E io lo amo anche per questo.
Non sono sempre stata così, ovviamente da adolescente anche i Baci Perugina a San Valentino mi commuovevano. Poi sono cambiata, cresciuta, invecchiata, fate voi, ma adesso anche fare i regali a Natale mi disturba. Perché mi piace fare i regali ai miei amici, ma vorrei essere più organizzata e farli quando vorrei, nonquando me lo dice il mercato.
La ragione della festa della donna è il ricordo di un evento drammatico e importante, ma vedere i cosiddetti "vu'cumprà" che tappezzano Milano di mimosa mi manda in bestia.
La notizia, poi, che ha mandato defintitivamente in acido la festa è stata questa, sull'Huffingotnpost.it di ieri:
E non c'è niente da festeggiare, se nel mondo vali meno di una mucca.
Restiamo più vicini al nostro continente, da reset.it:
Non c'è niente da festeggiare, se per contrastare il dissenso politico c'è sempre un'arma in più se sei una donna.
E non parliamo del cosiddetto mondo occidentale, da corriere.it
Non c'è niente da festeggiare, se una donna che ce l'ha fatta ci fa fare 10 passi indietro.
Non c'era davvero un'altra soluzione possibile?
Nelle aziende in cui ho lavorato (e parliamo di grosse aziende) in 4 casi su 5 c'era solo una donna in consiglio di amministrazione. E sapete che ruolo aveva? Direttrice delle Risorse Umane. Sì, è sempre una donna quella che non assume le donne perché sono una rottura di palle da gestire.
Non c'è niente da festeggiare, se siamo lavoratori di serie B.
Io non mi capacito nemmeno che in un mondo civile bisogni introdurre una legge per obbligare ad assumerci o farci entrare nei CdA.
E non c'è niente da festeggiare se per farci gli auguri, il sito di uno dei principali quotidiani nazionali, quello che si frega di essere il più autorevole, ci dedica una gallery in homepage di papà sexy. Ma infilatevela nel culo!
Se qualcuno volesse festeggiarci, invece di comprare questa sera un mazzolino di mimosa (che per inciso FA CAGARE AL 50% DELLE DONNE, ma anche qui nessuno ci ascolta) mentre siete di corsa verso casa e vi siete dimenticati, cominciate a pensare a un mondo dove la divisione donna/uomo non è penalizzante per uno dei due, dove non esistono cose che devono fare solo le donne "perché sono donne", dove quando una donna è incazzata non è per il ciclo ma perché è circondata da coglioni (inclusi voi), a un mondo dove fare figli non è un delitto (io mi chiedo come le aziende pensino che il mondo possa continuare), dove non si licenzia e poi si corre ai ripari (vedi McKinsey&Company, una società di consulenza famosa, tra l'altro, per garantire come benefit ai propri dipendenti l'avvocato divorzista, che ora cerca di riassumere donne con figli precedentemente invitate a starsene a casa)...
Se voleste proprio spendere dei soldi, la fondazione Pangea da anni sostiene le donne di tutto il mondo, non solo difendenole, ma offrendo anche istruzione e sostegno economico per sviluppare piccoli progetti imprenditoriali.
E, infine, i miei auguri personali vanno a Bambarrà, la vera icona di questa festa, una donna che ce la sta facendo nonostante tutto.
E se n'è andato un altro Sanremo.
Il più seguito da me, evidente dimostrazione della mia vita sempre più da casalinga frustrata.
A mia difesa, posso dire che non ho visto proprio tutto: ho alternato Raiuno a MTV, l'unico canale ad offrire una contro-programmazione degna di questo nome. Quindi immaginate l'effetto Fazio-Pif-Littizzetto-Bianca Balti-Al Bano-i Club Dogo-Mengoni-Zooey Deschanel.
Un bel mix tuttifrutti.
Mi sono persa solo la finale (cascasse il mondo il sabato sera s'esce) e Bisio.
Per il resto ho visto quasi tutto.
E ho finalmente dato risposta a tante domande esistenziali senza le cui risposte non so come ho fatto a vivere finora.
Perché Luciana Littizzetto a Che Tempo che Fa sta sempre seduta sulla pedana di Fazio?
Perché non sa camminare.
Ha sciabattato sul palco dell'Ariston per 5 giorni, per poi esultare quando la Balti ha inciampato.
Avrei esultato anche io, per la rivincita delle nane, ma io so camminare sui tacchi (più o meno). I suoi non mi sembravano nemmeno altissimi, solo brutti.
Luciana ha un piede piccolo (tipo il 34-35) e da sempre è portavoce dell'esigenza delle donne-non-standard con un numero sotto il 36 o sopra il 40, affinchè le case di moda producano delle scarpe decenti anche per loro.
Dopo averla vista camminare a Sanremo, credo che nessuno si proporrà.
Per il resto, devo dire che non mi è dispiaciuta: non ha un fisico facile da vestire (per le grandi griffes che si basano sulla taglia 38 versione spilungona) e ha trovato delle soluzioni non banali. Alcune sono piaciute di più, altre meno, ma se ricordate i lampadari indossati dalla Clerici (il vero motivo per cui Gai Mattiolo è in galera, altro che bancarotta), Luciana è sei spanne sopra. Memorabile nella versione farfallona di Belen. E io VOGLIO questa maxi gonna. ORA.
Non so come mi sia venuto in mente un post del genere.
Sicuramente c'è una componente di emulazione della Zitella, non ho problemi a dirlo.
Ma siccome non distinguo il taffetà dalla crinolina, non potevo commentare gli autfit delle star.
Quindi commento i make up.
Dopo essere approdata sulla gallery di style.it, che ringrazio sentitamente per avere trovato un modo easy per scorrere le gallery, invece di di fare come Leiweb che ti costringe a ricaricare la pagina tutte le volte con picchi di nervosismo inauditi, ho elaborato il commento supremo.
Prima di tutto chemminkia sono i Sag Awards?
Alzi la mano chi li aveva mai sentiti prima!
Wikipedia dixit: "...sono premi che vengono consegnati ogni anno dallo Screen Actors Guild come riconoscimento per le migliori interpretazioni degli attori che costituiscono l'associazione (=se la menano tra di loro). Il prestigioso premio è considerato secondo solo agli Academy Awards, ai Golden Globe, ai BAFTA e agli Emmy Awards" Solo a questi? A me dal conteggio risultano almeno quinti, non secondi, ma sono dettagli.
Prima di esporvi l'Oggi Mordo-pensiero, lascerò che vi facciate un'idea da soli/e.
Vi è capitato recentemente di pensare che gli anni '90 fossero ieri, e invece poi vi siete resi conto che sono VENT'ANNI FA?
Non so come, ci siamo bruciati gli anni 2000. O forse li abbiamo rimossi in maniera selettiva.
Quando me ne rendo conto? Quando una mia cugina, nata nel 1991, fa la patente, si laurea e va a vivere da sola. Quando un mio cugino del 1994 fa la maturità. Lui, quella palla di grasso che coccolavo sentendomi la Cugina Grande. Adesso ha la barba. E i rasta. E potrebbe prendermi in braccio tranquillamente.
Ma usciamo da questo momento di vecchiezza imperante, per dirvi, che forse era meglio dimenticare ANCHE gli anni '90.
Perché?
Gli anni '90 sono stati il medioevo della moda, il decennio buio che non riusciamo ancora a ricordare con tenerezza. Per adesso è sola vergogna, in attesa che diventi tutto vintage.
E questo non vale solo per il mio armadio (che anche negli anni '90 ha avuto dei momenti difficili), ma anche per quello delle star.
Me l'ha ricordato questa gallery su leiweb.it, di cui vi regalo solo due pillole:
foto da Leiweb.it
SJP, la regina dello stile, o meglio, la donna che ha incrociato sulla sua strada le migliori stylist del mondo. Da S&TC in poi. Prima era solo una ragazzina con tatnti capelli e neanche tanto bella. Se volete delle prove, vi dico solo Footloose.
Anche io avevo un giubbetto di jeans informe del genere, ma il mio era verde acido, della Benetton. Quanto mi ha vestito! Mi dispiace che adesso stia fallendo per colpa mia che mi rifiuto di indossare maglioni che fanno i pallini dopo 10 minuti che li indossi di colori fluo
Ah, e anche i miei capelli avevano delle note fluo, non preciso il colore perchè li ho provati tutti.
foto da Leiweb.it
Diciamo che le scelte fashion di Gwyneth sono sempre state piuttosto altalenanti, del resto negli anni '90 stava con Brad Pitt, che cazzo gliene fregava di vestirsi bene?
Nella foto di sinistra ricordiamo il taglio alla Gwyneth, che prima o poi abbiamo desiderato tutte, non negatelo.