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martedì 22 settembre 2015

Noi non ci capiamo: matrimionio edit

Da circa 6 anni a questa parte, ogni anno intorno ad aprile inizia la maratona dei matrimoni. Amici, parenti, ex compagni di scuola, università, asilo... si sposano tutti. Anche dopo 20 anni di convivenza, dopo 3 figli e 2 cani, quando ormai pensi di essere al sicuro, ti invitano a cena e zac! Scatta l'annuncio.

Io sono sempre felice di partecipare a un matrimonio, ma ormai la gioia è offuscata dalla nuvola che si profila all'orizzonte. Lo so che arriverà, la sento da lontano. Ormai è una costante.

Tra le cause di divorzio, se mai io e il Cavaliere Impavido ci sposeremo, dovrò inserirla nel contratto prematrimoniale. Perché è certo che divorzieremo per questo.

venerdì 5 giugno 2015

La sorella della sposa

Ebbene sì, mia sorella si sposa. 
Ci ho messo un po' a riprendermi dalla notizia. 
Non tanto perché non me lo aspettassi, quanto perché questo doveva essere il MIO anno. Ma d'altronde, non avendo organizzato niente per tempo, non posso recriminare nulla. Infatti non l'ho detto a nessuno che ci sono rimasta di emme, tranne a un amico che sono sicura non lo dirà mai alla diretta interessata. (Qui parte il flash forward del mio matrimonio in un futuro ipotetico in cui Tobia si alza in mezzo a tutti, ubriaco come un babà al rum, e mi sputtana).  
E che nessuno si azzardi a dire "Ma perché non te ne freghi e ti sposi lo stesso quest'anno?". Perché no. La mia famiglia sta già facendo grossi sforzi, non posso caricarli di un altro evento del genere. L'ho già detto che anche un cugino si sposa? No? Anche mio cugino si sposa, un mese esatto dopo. Quindi argomento chiuso.
Tralasciando l'aspetto doloroso, concentriamoci solo sul divertimento: io sono la sorella della sposa, quella che può avere il vestito più bello dopo la meringa reale.

giovedì 23 aprile 2015

#ioleggoperché

Ho letto un libro.
Sai che novità.

L'ho sempre fatto, fin da piccola, la mia nonna diceva che avevo preso questa passione dal nonno che non ho conosciuto. Certo, essere una pendolare aiuta ad avere tempo da impegnare utilmente. Anche se con l'andar del tempo, devo ammettere che la vecchiaia mi porta a cadere in coma dopo poche pagine e dormire come un orso marsicano svenuto anche in treno.

Non sono una lettrice esigente, di solito entro in biblioteca, il mio sancta sanctorum, e scelgo libri con metodo scientifico: ad cazzum. Leggo il titolo, scorro le poche righe sulla back cover e se mi prende, me lo porto a casa. Qualche volta mi ricordo che ho una lista di appunti presi nel tempo e allora la consulto. Ho letto talmente tanto che, nella mia biblioteca, godo di uno status speciale "vip": posso prendere tutti i libri che voglio, in barba al numero massimo, e riportarli quando voglio, anche oltre i 30 giorni ufficiali. Gente, sono una importante!

Non mi sono ancora convertita all'e-book o al tablet per pigrizia, o forse per snobismo, ma anche per mantenere la mia sanità mentale. Se un libro mi prende, sono capace di andare avanti tutta la notte finché non l'ho finito. E siccome sono serie-dipendente, se capito su una storia seriale, potrei andare avanti all'infinito semplicemente con un click. Questa cosa mi spaventa non poco.

Ovviamente, visto che più che leggere, i libri li divoro, dopo ventiquattr'ore non ricordo nemmeno metà della trama, così mi capita di rileggere libri e accorgermi alla fine che li avevo già letti. (Applausi). Certe volte appena finito il libro torno indietro a rileggere le parti che mi sono piaciute di più, per riprovare la stessa emozione.

Non sono una lettrice sofisticata, il mio range va da Patricia Cornwell a Voltaire senza problemi. Negli ultimi anni ho maturato una insana passione per i racconti sull'alpinismo in particolare per gli scritti di Walter Bonatti, tanto da definirmi una alpinista da divano: sono credente non praticante. Oggi nell'angolo griglia di partenza, in attesa di essere divorati:

lunedì 20 aprile 2015

Sì, vi serve

È un po' che non parlo di cosmetica e affini, ma, se mi conoscete, non potete pensare che io abbia smesso di consumare compulsivamente nè di testare. Per cui condivido con voi cose che sicuramente poi vi serviranno, ne sono sicura.

martedì 24 marzo 2015

Informazione di servizio

So che sono latitante in questo periodo, come avete visto sto facendo le pulizie di primavera e ritinteggiando il blog.
Se vedete cose fuori posto momentane è perché sto facendo tutto per tentativi dopo le 22 quindi perdonatemi, ma ho un'autonomia cerebrale limitata.

Per farmi perdonare l'assenza ho creato una nuova rubrica. Si chiama "Beauty Shopping" e, come potete intuire dal titolo, parla di gattiny.
Ok, battuta pessima.

Parla di affari che si possono fare, soprattutto on line, e di quando bisogna fare attenzione alle presunte offerte.

È da tempo che volevo farlo, visto che ogni giorno lo faccio per me stessa, poi mi alzo in piedi in ufficio e come i banditori  del medioevo, annuncio alle mie colleghe le offerte del giorno. Inevitabilmente, due giorni dopo, una di loro mi dice "Perché non me l'avevi detto?"
MA IO VE L'AVEVO DETTO!
Ecco.
Ora l'ho anche scritto.

Cercherò di aggiornarla tutti i giorni o tutte le volte che si presenta una occasione interessante, se avete suggerimenti da condividere, siete le benvenute.

La trovate in alto tra le tab.

Buono shopping!


venerdì 9 gennaio 2015

Happy Birthday Kate

Oggi è il compleanno di Kate Middleton, aka Faccia-da-gatta-soddisfatta.
Tanti auguri zia!
Io un paio di idee su un regalo da farle, ce le avrei:

Kate nel 2012, nel 2013 e nel 2014 in location varie

lunedì 5 gennaio 2015

La lezione del pasticcere

Qualche giorno fa si è concluso "Il più grande pasticcere" (Raidue).
Partito in sordina, all'inizio sembrava la brutta copia di "Bake Off" (Real Time): una manciata di concorrenti, due/tre giudici cattivi come la pece, una conduttrice inutile, il format sembrava lo stesso, solo senza quei due o tre milioni di euro spesi in pubblicità di ogni tipo che ci hanno fatto sentire un po' perseguitati da BakeOff (internet, free press, giornali, fermate della metro, app sullo smartphone...).
E infatti, insieme al gruppo d'ascolto "Pendolari vittime di Trenord e dei suoi ritardi cronici" l'abbiamo liquidato dopo due puntate perché brutto: i dolci prodotti sembravano più opere d'arte che invitanti merende che ti scofaneresti come se non ci fosse un domani.

Con il passare del tempo, e delle serate invernali in cui non c'erano alternative reali in tv, un po' per  inerzia e un po' per golosità (in fondo si tratta sempre di dolci, il mio è un dovere scientifico), l'ho seguito puntata dopo puntata, e sono arrivata alla fine.

La storia non è migliorata, ma credo di avere colto il punto. Quella che sembrava una differenza banale da Bake Off, una scappatoia per non beccarsi una denuncia per plagio, si è rivelato un elemento fondamentale per la morale. Il punto è che i concorrenti erano dei professionisti.

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