martedì 2 agosto 2011

Cap'tain America


Sottotitolo: cosa non si fa per noia.

Sinossi del tutto personale e parziale

Semola, sì, proprio lui, il protagonista de La Spada nella Roccia, si risveglia negli Stati Uniti nel 1941, in pieno conflitto mondiale.
Come migliaia di altri patrioti, muore dalla voglia di arruolarsi e andare a combattere i Cattivi, ma avendo un fisico da...ehm...Semola, appunto, viene regolarmente perculato nei suoi numerosi tentativi di passare la visita medica.
Proprio quando pensa di essersi beccato un arresto per essersi presentato sotto falso nome al reclutamento, scopre invece che il ballerino con la parrucca di Shall we dance ha trovato in lui il candidato ideale per un esperimento improbabile.
Sostanzialmente, iniettandogli una sostanza blu non meglio specificata, in pochi secondi lo trasforma in un macho dalla tartaruga addominale perfetta e due pettorali talmente stagni da sembrare finti.
Ringalluzzito dal suo nuovo aspetto, si auto-nomina Cap’tain America (e guai a voi se pronunciate Capitàn) e corre in Europa a combattere i nemici del mondo con una tuta di poliestere che farebbe sudare anche al Polo Nord. (Non voglio sapere cosa abbia significato stare vicino alle ascelle dell’attore). E come combatte il nostro eroe? Con un frisbee. 
Il suo nemico giurato è Red Skull, che assomiglia paurosamente a Michael Jackson con una ustione di terzo grado da insolazione a Sabaudia. Se le cantano e se le suonano, e alla fine Semola vince e salva, come previsto, il mondo.

Che dire? Nulla, il film è talmente senza lode nè infamia che mi fa beige, cioé neutro.

Aspetti negativi:
  • Il film lancia un messaggio del tutto sbagliato. Ora tutti gli uomini si convinceranno che per avere un fisico da urlo basta assumere delle sostanze blu. Ci saranno delle crescite esponenziali nelle vendite di Viagra, ma l’unica cosa che diventerà più gonfia è il cervello che si ritrovano tra le gambe.

@ uomini: non vi azzardate a tirare fuori il cappotto lungo di pelle nera che avete nell’armadio dagli anni ’90. Neanche se assomigliate a Keanu Reeves

@ donne: non si limona una volta in tutto il film. Forse una, ma non come vorremmo.

Aspetti positivi:

  • Ho capito il vero significato della locuzione "attore non protagonista", e cioè:
Attore (Sebastian Stan) molto più bello del protagonista (Chris Evans), tanto che quando c’è lui nessuno guarda l'altro, che piaceva tanto alla parte femminile incaricata del cast, ma non poteva assolutamente reggere nella parte dello sfigato iniziale. Quindi, pur di farlo lavorare e trovarselo davanti tutte le mattine sul set, gli hanno affibiato la parte del migliore amico che fa una brutta fine. Per di più, non gli è neppure toccato indossare una tuta sintetica, fortunello!



  • Il rossetto rosso indossato per tutto il film dalla protagonista femminile Peggy Carter (Hayley Atwell).



Ci aspetta un inverno, come dire, di fuoco.

3 commenti:

  1. Secondo me e il Gormitono Red Skull somiglia più a Teo Teocoli.
    E sì, Sebastian Stan è un gran bel vedere. Ma Chris Evans mi fa tenero, anche quando è imbottito come un panino.

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  2. Ahahahahahahah, no! Dissento. Anche se sono piegata dal ridere.
    Dissento perché a me Chris Evans fa scuotere l'ormone. Ecco.
    :D
    p.s: a parte tutto, a me il film è piaciuto.

    RispondiElimina

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