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lunedì 6 giugno 2011

Una fusione di cervelli

Piccola nota di aggiornamento per i pendolari lombardi: potete smettere di insultare Trenitalia, perché non esiste più.
L'oggetto dei vostri improperi deve diventare ora TreNord, nata dalla fusione di Trenitalia e Ferrovie Nord (nord di Milano), due delle società con i peggiori servizi forniti a quegli sfigati che per raggiungere Milano devono prendere il treno.

Copio da Wikipedia: è una società a responsabilità limitata costituita da Trenitalia e da FNM SpA per operare nel settore del trasporto ferroviario passeggeri della regione Lombardia.
Responsabilità limitata significa che nessuno è responsabile dei disservizi?

E pensare che finora, quando il mio treno regionale era in ritardo (sempre) mi consolavo pensando che tanto quelli delle Ferrovie Nord stavano peggio. E invece siamo diventati fratelli.

Come dice il titolo del post: una fusione di cervelli.
Una fusione di tipo nucleare, del genere che dopo l'esplosione resteranno solo detriti e rassegnazione.
Come a Nagasaki.

mercoledì 2 marzo 2011

Diamo a Cesare...

...quel che è di Oggi Mordo.
Siccome sono sempre ben disposta a dire peste e corna di Trenitalia, mi sento in dovere di raccontare anche una cosa positiva. Non mi perdo in giri di parole, la sostanza è che ho dimenticato il pc (del lavoro) sul treno e L'HO RITROVATO. Miracolo!

Vi risparmio il racconto dettagliato della mia avventura, mi focalizzo solo sull'elemento fèscion, l'outfit con cui mi sono presentata alla Polfer,

mercoledì 5 gennaio 2011

Trenitalia deve morire

Io non credo al Paradiso, nè tantomento all'Inferno. Una cosa, però, sono sicura che esista: la pena del contrappasso. Sono certa che toccherà a ciascuno (anche se non mi soffermo molto a pensare sulla mia), in particolare toccherà ai dirigenti Trenitalia e RFI, quando moriranno (spero con dolore). Perché, per quanti soldi possano rubare alla comunità, non si potranno comprare l'immortalità, quindi arriverà il giorno anche per loro.

E io auguro loro che la loro pena sia di essere costretti a stare nudi sotto un giogo e trainare una serie di carri bestiame, arrancando su binari cosparsi di pece che li invischia e li insozza. E vorrei che sui carri-bestiame ci fossero ammassati gli amministratori locali, provinciali, regionali e statali (soprattutto!) dei trasporti, sempre nudi, esposti alle intemperie, al freddo e agli sputi di chi li guarda passare.
E, in mezzo al vagone, una montagna di letame fumante, che tutti cercheranno di evitare, ma non ci riusciranno, perché non ci saranno appigli. E non potranno respirare, schiacciati dalla calca. E non potranno lamentarsi, ché le loro bocche saranno cucite come i deretani dei polli farciti.
E tra le porte dei vagoni resteranno sempiternamente incastrati quei passeggeri coglioni, che saltando all'ultimo minuto, con un sorriso ebete, si scusano per il disagio, ma intanto spingono oltre la capienza limite. Possano i loro corpi essere schiacchiati con un dolore intermittente. Ahia.Pausa.Ahia.Pausa.

Cosa mi porta a questa ventata di bontà?

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