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lunedì 3 settembre 2018

La verità, vi prego, sulla gravidanza


Questo post è dedicato specialmente alla @lazitellaacida, che è stata molto trasparente sulla sua gravidanza, dimostrando come non per tutti sia uno stato di grazia perenne. Per la nostra generazione, cresciuta a film di Jennifer Lopez e puntate di Beautiful, l'immaginario collettivo della gravidanza, del parto, e di quello che succede dopo, è tutto un ammasso di cuori, fiori, ammòre.
Tutti si aspettano quello, e nessuno ti dice il contrario. Oggi voglio essere anche io trasparente, senza nessun intento di spaventare, solo con la voglia di diffondere su internet pagine sensate sulla gravidanza.



Che, circa al 4^ mese, ha già ampiamente fracassato i co****ni.
La gravidanza umana dura circa 5 mesi di troppo, anzi 6.
E qui arriva il primo falso mito.

La gravidanza non dura 9 mesi

lunedì 19 dicembre 2016

Le parole contano, si dice.
Per me questo è vero, in un senso e nell'altro.
Ci sono parole per cui provo una idiosincrasia immediata, viscerale. Parole che scatenano il prurito alle mani verso chi le ha pronunciate.
Le mie colleghe sono state gentilmente invitate a non ripeterle, pena punizioni corporali.
Perché? Perché sono parole usate a sproposito da chi le ha introdotte nel linguaggio e poi sono diventate di uso comune, magari solo nella parlata lombarda, ma abbastanza da farmi venire l'orticaria una volta al giorno.

Le mie parole sono:

SOLDINI

giovedì 15 dicembre 2016

Stupidiario di un matrimonio: and now?

Se volete sapere come è iniziata questa storia, cliccate qui
Se volete vedere l'abito senza perdere tempo, cliccate qui.


Ho avuto il mio giorno, il mio giorno migliore.

Ho avuto tutte le persone a cui voglio bene vicino a me, felici per noi.

È stato tutto perfetto? Sì. E anche quei dettagli che forse non erano perfetti, hanno reso la giornata migliore.

Il mio dito? Come se non fosse rotto, me ne sono ricordata solo rivedendo le foto. E vi giuro che non tornerei indietro chiedendo che fosse diverso.

Non ho consigli da dare alle prossime spose, solo di cercare di essere perfettamente coscienti di tutto.

Vi diranno tutti che è un giorno che vola, è vero, dura troppo poco. Ma io ho voluto fortemente essere presente in ogni momento, per viverlo a pieno. Ok, forse ad un certo punto del ricevimento il grado alcolico era un po' elevato, perché ricordo di avere detto a uno dei fotografi che mi chiedeva delle foto "Faccio quello che vuoi, basta che mi guidi tu." Però ho lavorato duramente per godermi ogni minuto. Così oggi mi ricordo tutto, dai profumi ai colori, dai sorrisi ai cori nel megafono (sì, c'era anche quello).

E ogni ricordo mi fa sorridere e mi fa emozionare come se fosse allora.

E ora? Non c'è tempo da perdere, siamo già con lo sguardo al futuro per la prossima meta:

mercoledì 14 dicembre 2016

Stupidiario di un matrimonio: W-Day

Se vi siete perse il prequel, leggete qui.

Ci siamo svegliati. Niente notti lontane, insieme come sempre.
Era una bella giornata, non da cielo terso, ma c'era il sole. Del resto, dopo quello che mi era successo al dito, ero sicura che l'Altissimo fosse in debito con me, quindi non poteva piovere.


martedì 13 dicembre 2016

Stupidiario di un matrimonio: before

Lo confesso subito: è stato a maggio.


Non è un segreto, solo una storia di ordinaria pigrizia.
Prima non volevo tediarvi con i dettagli pre-evento, poi la data è arrivata in fretta, poi forse volevo godermi il momento, poi il viaggio di nozze, le ferie, ed ora eccoci qua. Chiamatemi Queen of procrastination, me lo merito.

venerdì 25 marzo 2016

Come scegliere un fondotinta

1. Entrate nella vostra profumeria di fiducia (nel mio caso un Sephora di provincia).
Dopo avere accumulato in un cestello abbastanza articoli per dimostrare che non siete lì per pettinare le bambole, iniziate una conversazione amichevole con una commessaassistente alle vendita.

2. Quando avete stabilito un buon livello di empatia, accennate al fatto che siete in un momento critico della vostra vita: avete voglia di valutare nuove opzioni per il fondotinta. Nel corso della conversazione buttare qua e là parole a caso, "primer", "base", "mat" e "illuminante", per far capire che ne sapete e non vi si può fregare facilmente.



3. Se la vostra nuova amica è onesta (avendo già appurato che nel vostro cestello c'è un importo sufficiente per farle fare il budget di una intera settimana) sarà disposta a farvi provare il mondo. Definite bene le vostre esigenze. Nel mio caso: coprenza media, no transfer, non troppo cremoso, no transfer, no compatto e l'ho gia detto no transfer?

4. Accomodatevi allo sgabello della postazione trucco e lasciare che l'assistente vi strucchi e poi inizi a spennellarvi con due prodotti, immaginandovi l'effetto Two Face alla fine. Godetevi ogni minuto dello spennellamento, perché, almeno nel mio caso, non succede così spesso che qualcuno lo faccia per me. Ascoltate la reazione della vostra pelle al contatto con il fondotinta, sentite la cremosità, il calore e la "scivolezza" (Accademia della Crusca, perdonami, se puoi).

5. Alla fine dell'opera controllate l'effetto e valutate se avete davvero la faccia di Two Face. Se la risposta è no, diciamo che siete indecise e che decidete di non acquistare immediatamente, per cui pagate il piccolo Tesssòro che c'è nel cestello e uscite.

Da qui inizia la vera prova.

sabato 13 febbraio 2016

Su le luci

L'ultima serata di Sanremo sta scorrendo in sottofondo, ma per me c'è già un vincitore: l'illuminante.
Che cos' è l'illuminante? Spiegazione per gli uomini: un cosmetico che serve a creare dei punti di luce sul visto. Trucchi? Sì, di questo sto parlando, che altro sennò?

Non è una novità, ma mai come in una occasione dove ci sono tante donne messe giù da grande evento è evidente che questo prodotto ormai è entrato nei beauty case anche delle casalinghe.
Perché? Perché non tutte abbiamo un parco luci come quello di Barbara d'Urso che ci fanno sembrare la Madonna di Medjugorje la domenica pomeriggio, e quindi ci arrangiamo.

Dolcenera, con una linea diagonale dallo zigomo verso in naso.

Come si usa l'illuminante? Prima di tutto con moderazione, come l'alcol. Il rischio altrimenti è quello di sembrare appena usciti dagli anni '80, e al primo raggio di luce che si posa sulla faccia, di illuminarsi come una lampadina. Non usate l'illuminante come se fosse una cipria.


martedì 22 settembre 2015

Noi non ci capiamo: matrimionio edit

Da circa 6 anni a questa parte, ogni anno intorno ad aprile inizia la maratona dei matrimoni. Amici, parenti, ex compagni di scuola, università, asilo... si sposano tutti. Anche dopo 20 anni di convivenza, dopo 3 figli e 2 cani, quando ormai pensi di essere al sicuro, ti invitano a cena e zac! Scatta l'annuncio.

Io sono sempre felice di partecipare a un matrimonio, ma ormai la gioia è offuscata dalla nuvola che si profila all'orizzonte. Lo so che arriverà, la sento da lontano. Ormai è una costante.

Tra le cause di divorzio, se mai io e il Cavaliere Impavido ci sposeremo, dovrò inserirla nel contratto prematrimoniale. Perché è certo che divorzieremo per questo.

venerdì 5 giugno 2015

La sorella della sposa

Ebbene sì, mia sorella si sposa. 
Ci ho messo un po' a riprendermi dalla notizia. 
Non tanto perché non me lo aspettassi, quanto perché questo doveva essere il MIO anno. Ma d'altronde, non avendo organizzato niente per tempo, non posso recriminare nulla. Infatti non l'ho detto a nessuno che ci sono rimasta di emme, tranne a un amico che sono sicura non lo dirà mai alla diretta interessata. (Qui parte il flash forward del mio matrimonio in un futuro ipotetico in cui Tobia si alza in mezzo a tutti, ubriaco come un babà al rum, e mi sputtana).  
E che nessuno si azzardi a dire "Ma perché non te ne freghi e ti sposi lo stesso quest'anno?". Perché no. La mia famiglia sta già facendo grossi sforzi, non posso caricarli di un altro evento del genere. L'ho già detto che anche un cugino si sposa? No? Anche mio cugino si sposa, un mese esatto dopo. Quindi argomento chiuso.
Tralasciando l'aspetto doloroso, concentriamoci solo sul divertimento: io sono la sorella della sposa, quella che può avere il vestito più bello dopo la meringa reale.

giovedì 23 aprile 2015

#ioleggoperché

Ho letto un libro.
Sai che novità.

L'ho sempre fatto, fin da piccola, la mia nonna diceva che avevo preso questa passione dal nonno che non ho conosciuto. Certo, essere una pendolare aiuta ad avere tempo da impegnare utilmente. Anche se con l'andar del tempo, devo ammettere che la vecchiaia mi porta a cadere in coma dopo poche pagine e dormire come un orso marsicano svenuto anche in treno.

Non sono una lettrice esigente, di solito entro in biblioteca, il mio sancta sanctorum, e scelgo libri con metodo scientifico: ad cazzum. Leggo il titolo, scorro le poche righe sulla back cover e se mi prende, me lo porto a casa. Qualche volta mi ricordo che ho una lista di appunti presi nel tempo e allora la consulto. Ho letto talmente tanto che, nella mia biblioteca, godo di uno status speciale "vip": posso prendere tutti i libri che voglio, in barba al numero massimo, e riportarli quando voglio, anche oltre i 30 giorni ufficiali. Gente, sono una importante!

Non mi sono ancora convertita all'e-book o al tablet per pigrizia, o forse per snobismo, ma anche per mantenere la mia sanità mentale. Se un libro mi prende, sono capace di andare avanti tutta la notte finché non l'ho finito. E siccome sono serie-dipendente, se capito su una storia seriale, potrei andare avanti all'infinito semplicemente con un click. Questa cosa mi spaventa non poco.

Ovviamente, visto che più che leggere, i libri li divoro, dopo ventiquattr'ore non ricordo nemmeno metà della trama, così mi capita di rileggere libri e accorgermi alla fine che li avevo già letti. (Applausi). Certe volte appena finito il libro torno indietro a rileggere le parti che mi sono piaciute di più, per riprovare la stessa emozione.

Non sono una lettrice sofisticata, il mio range va da Patricia Cornwell a Voltaire senza problemi. Negli ultimi anni ho maturato una insana passione per i racconti sull'alpinismo in particolare per gli scritti di Walter Bonatti, tanto da definirmi una alpinista da divano: sono credente non praticante. Oggi nell'angolo griglia di partenza, in attesa di essere divorati:

lunedì 20 aprile 2015

Sì, vi serve

È un po' che non parlo di cosmetica e affini, ma, se mi conoscete, non potete pensare che io abbia smesso di consumare compulsivamente nè di testare. Per cui condivido con voi cose che sicuramente poi vi serviranno, ne sono sicura.

martedì 24 marzo 2015

Informazione di servizio

So che sono latitante in questo periodo, come avete visto sto facendo le pulizie di primavera e ritinteggiando il blog.
Se vedete cose fuori posto momentane è perché sto facendo tutto per tentativi dopo le 22 quindi perdonatemi, ma ho un'autonomia cerebrale limitata.

Per farmi perdonare l'assenza ho creato una nuova rubrica. Si chiama "Beauty Shopping" e, come potete intuire dal titolo, parla di gattiny.
Ok, battuta pessima.

Parla di affari che si possono fare, soprattutto on line, e di quando bisogna fare attenzione alle presunte offerte.

È da tempo che volevo farlo, visto che ogni giorno lo faccio per me stessa, poi mi alzo in piedi in ufficio e come i banditori  del medioevo, annuncio alle mie colleghe le offerte del giorno. Inevitabilmente, due giorni dopo, una di loro mi dice "Perché non me l'avevi detto?"
MA IO VE L'AVEVO DETTO!
Ecco.
Ora l'ho anche scritto.

Cercherò di aggiornarla tutti i giorni o tutte le volte che si presenta una occasione interessante, se avete suggerimenti da condividere, siete le benvenute.

La trovate in alto tra le tab.

Buono shopping!


venerdì 9 gennaio 2015

Happy Birthday Kate

Oggi è il compleanno di Kate Middleton, aka Faccia-da-gatta-soddisfatta.
Tanti auguri zia!
Io un paio di idee su un regalo da farle, ce le avrei:

Kate nel 2012, nel 2013 e nel 2014 in location varie

lunedì 5 gennaio 2015

La lezione del pasticcere

Qualche giorno fa si è concluso "Il più grande pasticcere" (Raidue).
Partito in sordina, all'inizio sembrava la brutta copia di "Bake Off" (Real Time): una manciata di concorrenti, due/tre giudici cattivi come la pece, una conduttrice inutile, il format sembrava lo stesso, solo senza quei due o tre milioni di euro spesi in pubblicità di ogni tipo che ci hanno fatto sentire un po' perseguitati da BakeOff (internet, free press, giornali, fermate della metro, app sullo smartphone...).
E infatti, insieme al gruppo d'ascolto "Pendolari vittime di Trenord e dei suoi ritardi cronici" l'abbiamo liquidato dopo due puntate perché brutto: i dolci prodotti sembravano più opere d'arte che invitanti merende che ti scofaneresti come se non ci fosse un domani.

Con il passare del tempo, e delle serate invernali in cui non c'erano alternative reali in tv, un po' per  inerzia e un po' per golosità (in fondo si tratta sempre di dolci, il mio è un dovere scientifico), l'ho seguito puntata dopo puntata, e sono arrivata alla fine.

La storia non è migliorata, ma credo di avere colto il punto. Quella che sembrava una differenza banale da Bake Off, una scappatoia per non beccarsi una denuncia per plagio, si è rivelato un elemento fondamentale per la morale. Il punto è che i concorrenti erano dei professionisti.

martedì 25 novembre 2014

Come le sciure dal parrucchiere

Un simpatico post splatter.

Soffro di sinusite. Esticatzi, direte voi.
Non è il peggiore dei mali.
Non finché decidete di provare a fludificare e ridurre la quantità abnorme di catarro che pervade il vostro corpo.

Sapete che, se non esce dal naso, il muco invade il viso (fronte, tempie, cranio, guance) e si fa strada nel collo fino alle spalle, accumulandosi in "sacche"? Bleah.
Quando l'ho scoperto mi si è accapponata la pelle. Praticamente sono un ammasso di catarro. Non insultatemi dicendo che sono una persona di merda, ditemi tranquillamente che sono una persona di catarro, non potrò obbiettare.

Decisa ad evitare i soliti mal di testa invernali all'arrivo del primo freddo, come dicevo, ho deciso di provare un trattamento testato da alcune amiche, con delle recensioni positive.

Quindi mi sono fatta ravanare da una specialista in trattamenti ayurvedici per un'ora sabato e un'ora domenica. Ravanare significa una serie di azioni che vanno dal massaggiare piacevolmente, all'ungere con oli profumati alle erbe e spezie, al maltrattamento brutale, che include pressioni, schiacciamenti, tiraggio di capelli, grattuggiamento della cute...
Diciamo che non è stato proprio rilassante.

Funziona? Nell'immediato forse: a causa della movimentazione di muco, fonti affidabili mi dicono che sabato notte ho russato come un orso marsicano sbronzo. Non sono pervenuti commenti sulla notte di domenica.

Il risultato lo valuterò sul lungo periodo, contando i mal di testa da sinusite nella stagione fredda.

In realtà, un effetto collaterale immediato ce l'ho avuto: avendo le vie aeree libererrime, posso sentire gli odori al mille percento.
Ecco.
Io prendo il treno.
E la metro.
E ho una collega affezionata all'aglio come io alla Nutella.
Fate voi.
Pessimo. Pessimo.Pessimo.

Se il trattamento funziona, questa situazione potrebbe perdurare per mesi.

Non so decidere quale delle due opzioni è peggio, decidete voi:

A) non curare mai più la sinusite

Conseguenze:
- perdita di una parte dell'olfatto
- russamento in modalità orso marsicano
MA
- vita sui mezzi decisamente più facile
- riduzione della voglia di annientamento del genere umano

Oppure

B) estirpare ciclicamente la viscida sostanza dalle mie vie aeree

Conseguenze
- godere dei profumi della natura almeno due giorni a settimana, visto che vivo in campagna
- qualcuno non dormirà
MA
- finirei in carcere dopo avere selvaggiamente picchiato una persona a caso allergica all'acqua (e se prendete la metro, sapete che la probabilità di incontro è 1).


C) mi curo, ma con stile:

Mai più senza:  Maschera antigas creata dallo stilista messicano Gianfranco Reni, in cristalli Swaroski (nientemeno!)

Via, decidete voi del mio futuro.
Mi fido, eh.



giovedì 30 ottobre 2014

Le tre cose

Si, lo so, sono stata via. E non ho nemmeno una scusa.
Cosa ho fatto in tutto questo tempo? Niente di particolare.
Mi sono laureata?
Sì.
A marzo. Da lì in poi non ho veramente scuse.

Mi sono sposata?

giovedì 2 ottobre 2014

Carosello degli orrori: i Renzis

La mia capa, francese, ha deciso che vuole essere la prossima signora Renzi.
Così, dopo averlo visto dieci minuti in tv.

"He's so cool!"
?
"He's so charming!"
??

Ora, smettiamola di raccontarci cazzate. Abbiamo tutte gli occhi. Matteo Renzi è un cesso. Almeno dal collo in su. Ha pure la panzetta (valutata diversamente da seconda dei gusti, ma per me un peccato mortale). C'è chi ci ha costruito una carriera sulla quantità di fotografie che girano con MR in una posa inguardabile.

Foto: Matteo Renzi che Fa Cose

venerdì 17 gennaio 2014

Piccola guida per lo sbarco a Milano

Dicembre, tempo di partenze.
Gennaio, tempo di arrivi, gite scolastiche, fiere, sfilate e saldi.
Milano si popola di non-habitué, e c'è sempre qualcuno che non sa come fare a cavarsela con la mobilità della Grande Prugna.
Dedicato alle new entry, la mia piccola guida per sopravvivere all'arrivo a Milano.

martedì 5 novembre 2013

Io ti convivo

Ci siamo, questa volta ci siamo.
La casa è pronta.
La casa che abbiamo costruito, impiegandoci tre anni della nostra vita -due di troppo secondo me- è pronta.
Villa Speranza mi aspetta: la cucina piena, le tende tirate, il pavimento pulito e il letto rifatto.

Visto che non ci sarà un rito ufficiale a sancire il passaggio, trovo giusto "santificare" il momento con delle promesse tutte mie.

Quindi, o mio Cavaliere Impavido, ecco cosa mi impegno a fare.

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